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06 gen 2017

anarchismo e democrazia


presentazione dell’ultima co-edizione “LaFiaccola/Candilita” 


Nell'aprile 1877 un gruppo di rivoluzionari internazionalisti aveva cercato di provocare una sommossa armata generalizzata a partire dal Matese, ma il tentativo, durante il quale due carabinieri erano stati feriti durante uno scontro (uno di essi morì alcuni giorni dopo)  non aveva avuto fortuna e i componenti della “Banda del Matese” erano stati catturati dall'esercito italiano accorso in forze. Nel processo che seguì i rivoltosi furono assolti e liberati. Due dei protagonisti dell'episodio – Errico Malatesta, tra i principali organizzatori, e Saverio Merlino, avvocato difensore al processo di Benevento – furono nei venti anni successivi, in Italia e in esilio, tra le figure di maggior rilievo dell'anarchismo italiano. Il 29 gennaio 1897, con le elezioni alle porte, Il Messaggero pubblica una lettera di  Merlino che dichiara superata la posizione astensionista e invita a rivolgere il voto verso i candidati del Partito socialista. Con la risposta di Errico Malatesta prende il via una lunga polemica a mezzo stampa tra i due vecchi amici che analizza a fondo i temi, ancora oggi attualissimi, che caratterizzano la contrapposizione tra anarchismo e democrazia.

E’ possibile costruire una Società libera che si sbarazzi di qualsivoglia istituzione autoritaria conquistando, per via rivoluzionaria o elettorale, quelle stesse istituzioni? E una volta sbarazzatisi del Governo e dei Padroni, come sarà regolata la vita tra individui liberi ed eguali, senza che l’oppressione e lo sfruttamento possano rientrare dalla porta sul retro?